FAVOLETTA DI UN PICCOLO PAESE DI UNA REPUBBLICA DELLE BANANE

C’era una volta, in un piccolo paese di una Repubblica delle Banane, una lavoratrice che lavorava presso il Comune di questo piccolo paese. Si occupava di assistere i diversamente abili e gli anziani. Aveva iniziato facendo l’assistente di base, ossia occupandosi dei bambini diversamente abili della scuola elementare, di supporto alle insegnanti di sostegno. Con un contratto a termine, insomma era una precaria. Anno dopo anno, sempre da precaria. Un bel giorno il Governo Regionale della regione in cui viveva la lavoratrice emanò una legge che permetteva ai Comuni, attraverso un finanziamento, di assumere le lavoratrici precarie. Secondo questa legge le lavoratrici precarie avrebbero dovuto lavorare per due anni in un progetto chiamato “cantiere scuola”, sempre assistendo diversamente abili e anziani, e alla fine di questi due anni sarebbero state assunte definitivamente dal Comune del piccolo paese. Questo diceva la legge. Intanto il Governo Nazionale della Repubblica delle Banane nel frattempo aveva soppresso l’assistenza di base ai bambini diversamente abili della scuola elementare. La lavoratrice fu allora inserita nel cantiere scuola, destinata ad occuparsi dei diversamente abili e degli anziani del piccolo paese, perché il governo della Repubblica delle Banane aveva soppresso l’assistenza di base ai bambini diversamente abili della scuola elementare. La lavoratrice affrontò il nuovo compito assegnatole con la stessa diligenza e serietà con cui aveva svolto il precedente, aiutare le persone deboli e sfortunate le piaceva molto. Portava il pasto giornaliero agli anziani che ne avevano bisogno, faceva per loro la spesa e le commissioni, portava i bambini diversamente abili a scuola, a svolgere le terapie di cui avevano bisogno, insomma un gran lavoro, tanto è vero che la lavoratrice macinava instancabilmente ogni giorno decine e decine di chilometri sulla macchina del Comune del piccolo paese. I suoi assistiti erano molto contenti di lei, le volevano bene e lei era molto contenta che le volessero bene, perché lei voleva molto bene a loro. Un brutto giorno il Sindaco del piccolo paese, che era una persona per bene, scoprì un terribile segreto che la lavoratrice precaria custodiva, un vero e proprio crimine: la lavoratrice precaria era di sinistra. Allora il Sindaco del piccolo paese, che era una persona veramente per bene, giurò sulla tomba del proprio padre defunto che mai una lavoratrice precaria di sinistra sarebbe stata assunta dal Comune da lui governato fino a che sarebbe stato lui a governarlo. E così fu. Passati i due anni la lavoratrice doveva essere assunta, così diceva la legge del Governo Regionale, che aveva sborsato quattrini al Comune del piccolo paese per far assumere le lavoratrici precarie.  Infatti il cantiere scuola si chiamava anche “cantiere scuola finalizzato alla stabilizzazione”. Invece il Sindaco del Comune del piccolo paese, persona per bene non la assunse e continuò a farla lavorare con contratti a termine, come prima. Anzi, fece di più: dopo un paio di contratti a termine, non le rinnovò il contratto e fece assumere al suo posto un’altra lavoratrice precaria, che però non era di sinistra. E così la lavoratrice precaria di sinistra dopo quindici anni di lavoro precario si ritrovò ad essere una disoccupata di sinistra. Il Sindaco del Comune del piccolo paese della Repubblica delle Banane invece si sentì molto orgoglioso di aver mantenuto la promessa fatta sulla tomba del padre defunto, ma non sapeva ancora in quale guaio si era messo, perché la lavoratrice precaria di sinistra era una persona che non si dava per vinta e aveva in serbo una sorpresa per il Sindaco del piccolo paese della repubblica delle Banane.
Ma questa e un’altra favola, che racconteremo un’altra volta.

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